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Kimi Antonelli e la rimonta dei sogni: Monza 2026

kimi_antonelli
 
10 settembre 2026
 
Trackside
Nell’universo della Formula 1 ci sono vittorie che valgono solo punti, altre che possono valere una stagione intera. E poi ci sono quelle vittorie che entrano direttamente nella storia.
Il Gran Premio d'Italia 2026 appartiene senza dubbio a quest'ultima categoria. A Monza, davanti a un pubblico italiano in delirio, Kimi Antonelli ha compiuto un'impresa straordinaria, trasformando una partenza dalla diciannovesima posizione in una vittoria destinata ad essere ricordata a lungo. 
Il pilota bolognese della Mercedes ha conquistato il suo Gran Premio di casa al termine di una rimonta spettacolare, culminata nel sorpasso decisivo sul compagno di squadra George Russell nelle fasi finali della gara.
Il successo di Antonelli però non è soltanto una vittoria personale che sa di rivincita dopo la delusione dello scorso anno, ma segna anche il ritorno di un italiano sul gradino più alto del podio di Monza dopo ben sessant'anni.
 
Analizziamo quindi il realizzarsi di questa straordinaria vittoria costruita giro dopo giro.

 
Dalla diciannovesima posizione alla vetta

Alla vigilia del GP, l'impresa sembrava quasi impossibile.
Antonelli era stato infatti costretto a partire dalla diciannovesima posizione in griglia a causa della penalità legata all'introduzione di nuovi componenti della power unit sulla sua monoposto.
Fin dai primi giri, però, Kimi ha subito dimostrato di avere un ritmo di gara che gli avrebbe permesso una rimonta straordinaria.
Giro dopo giro, la rimonta è diventata sempre più reale e concreta fino a trasformarsi in una vera e propria caccia alla vittoria che ha mandato in delirio gli spettatori sia dentro che fuori il circuito.
Partire diciannovesimo significa, infatti, trovarsi davanti una lunga fila di vetture, affrontare traffico praticamente per tutta la prima parte della gara e correre il rischio di perdere tempo prezioso ogni volta che ci si trova alle spalle di una monoposto più lenta. Senza dimenticare la possibilità molto più alta di ritrovarsi coinvolti in situazioni potenzialmente dannose, come il restare coinvolti in un contatto tra più monoposto.
In condizioni normali, quindi, l'obiettivo più sicuro per proteggere la propria posizione in classifica sarebbe stato quello di limitare i danni. Ad Antonelli questo non bastava.
La gara ha preso una piega imprevedibile fin dalle prime fasi. Il Gran Premio è stato caratterizzato da diversi momenti decisivi, compresa una bandiera rossa provocata dall'incidente di Charles Leclerc al secondo giro. La ripartenza ha modificato ulteriormente gli equilibri e dato a chi si trovava alle spalle delle prime posizioni la possibilità di rientrare nuovamente nella lotta.
Da quel momento è iniziata la rimonta di Antonelli.
E quella che poteva essere una semplice gara di recupero si è trasformata, giro dopo giro, in qualcosa di molto più grande.
 
Il dato che più di ogni altro racconta l'impresa è semplicissimo: da 19° → 1°.
E dietro a questa sequenza di numeri c'è una delle gare più impressionanti fino ad ora della giovane carriera di Antonelli.
Il pilota Mercedes ha dovuto superare una quantità enorme di avversari, costruendo progressivamente la propria rimonta. Secondo le statistiche pubblicate dopo il Gran Premio, i sorpassi sono stati ben 26, un dato che rende ancora più evidente la portata della sua prestazione.
A Monza, per rimontare così tante posizioni, non basta avere una macchina veloce. Bisogna saper scegliere il momento giusto per attaccare, salvaguardare l’usura degli pneumatici, utilizzare l'energia disponibile della vettura nel modo più equilibrato possibile, evitare contatti scomodi e, soprattutto, mantenere la concentrazione per una gara che partendo dal fondo può facilmente trasformarsi in una sequenza infinita di duelli. Antonelli non ha lasciato vincere la pressione, ma bensì ha costruito la sua gara sorpasso dopo sorpasso, avvicinandosi progressivamente alla zona alta della classifica.
E quando finalmente è arrivato nelle posizioni che contavano davvero, ha dimostrato di avere anche il ritmo necessario per giocarsi la carta della vittoria.
 
 
La Mercedes e il duello con Russell
 
La parte più avvincente della gara è arrivata quando Antonelli ha raggiunto il suo compagno di squadra.
Dall'altra parte del box Mercedes c'era infatti George Russell, partito dalla prima fila e protagonista per gran parte della gara. Russell aveva costruito una posizione ideale per puntare al successo e sembrava destinato ad essere il favorito per la vittoria.
Il confronto tra i due piloti Mercedes ha assunto anche un significato particolare per il campionato. Russell era infatti il principale inseguitore di Antonelli nella classifica mondiale, e quindi ogni punto conquistato dal giovane italiano aveva un valore doppio: aumentava il suo vantaggio da leader e contemporaneamente riduceva quello del suo rivale.
 
Il momento chiave è arrivato durante la Virtual Safety Car, quando Mercedes ha deciso di richiamare Antonelli ai box per montare gomme più fresche, mentre Russell è rimasto in pista con pneumatici più usurati. La scelta ha stravolto completamente gli equilibri della gara. Da quel momento infatti, Kimi ha iniziato a recuperare terreno giro dopo giro, fino a portarsi alle spalle del compagno di squadra. Con pochi giri ancora da disputare, la vittoria era ormai alla portata dell’italiano.
Il duello è stato intenso e senza sconti, con Antonelli che ha trovato il varco decisivo nelle battute finali, superando Russell e prendendosi la testa della corsa a pochi giri dalla bandiera a scacchi. Il britannico ha provato a resistere, ma le gomme ormai consumate non gli hanno permesso di resistere al testa a testa contro il compagno di squadra. Russell ha concluso al secondo posto, mentre Max Verstappen ha completato il podio per la Red Bull. 
Dopo 53 giri al limite, la Mercedes numero 12 ha tagliato il traguardo davanti a tutti.
Kimi Antonelli aveva appena vinto il Gran Premio d'Italia in modo a dir poco magistrale.
  

Sessant'anni dopo Scarfiotti
 
Ma perché la vittoria di Kimi Antonelli a Monza ha avuto così tanta risonanza?
 
Per comprendere davvero la portata dell'impresa bisogna fare un lungo passo indietro e dare un’occhiata alla storia italiana della Formula 1.
L'ultimo italiano a vincere il Gran Premio d'Italia a Monza era stato Ludovico Scarfiotti, nel lontano 1966 al volante della Ferrari.
Da quel momento in poi, generazioni di piloti italiani hanno provato a ripetere quell'impresa senza mai riuscirci. Almeno, fino ad Antonelli. Molti appassionati che domenica hanno festeggiato Antonelli non avevano mai avuto la possibilità di assistere a un'impresa simile che mancava da oramai ben sei decenni.
A soli vent'anni, il pilota bolognese è diventato il più giovane italiano a vincere il Gran Premio di casa interrompendo un'attesa durata sessant’anni per tutti i tifosi italiani, e rendendo questa conquista ancora più spettacolare, considerando che partiva diciannovesimo.
È una vittoria che porta con sé anche un significato personale particolare che ha il sapore di rivincita. Monza ha un'atmosfera diversa da qualsiasi altro circuito. È una pista velocissima, immersa nel Parco di Monza, ma soprattutto è uno dei luoghi più iconici della Formula 1. Qui il pubblico italiano non si limita a guardare una gara: la vive.
E quando un pilota italiano comincia a risalire dalla diciannovesima posizione, il rumore delle tribune cresce sorpasso dopo sorpasso.
Per Antonelli, non era una gara qualsiasi. Era la sua gara di casa. Era Monza.
 
Era il circuito sul quale, nel 2025, era giunto alla bandiera a scacchi solo in nona posizione. Un risultato deludente considerando le grandi aspettative accumulate nelle gare precedenti. Un anno dopo, lo stesso autodromo lo ha visto protagonista di una delle imprese più importanti della sua carriera. Toto Wolff ha sottolineato proprio il contrasto tra quel momento difficile e il trionfo del 2026. 
Il finale ha avuto quindi un valore quasi simbolico. Dalla paura dell'errore dietro l’angolo alla consacrazione.
Antonelli è tornato a Monza non più come il giovane talento da osservare, ma come uno dei protagonisti assoluti della Formula 1.
Proprio per questo il successo del pilota Mercedes ha assunto immediatamente una dimensione nazionale.
Antonelli è diventato il primo italiano a vincere a Monza dal 1966 e ha ottenuto la cinquantesima vittoria di un pilota italiano nella storia della Formula 1. Con questa vittoria Antonelli ha consolidato la propria leadership nel campionato, portando il vantaggio su Russell a 66 punti dopo 13 gare. 
In altre parole, Monza non è stata soltanto la gara del cuore.
È stata anche una gara fondamentale per il Mondiale.
 
 
Non soltanto velocità: il talento nella gestione della gara
 
Quando si parla di un giovane talento, spesso si pensa immediatamente alla velocità sul giro.
Antonelli ha dimostrato di possedere quella velocità fin dai primi anni della sua carriera, ma la vittoria di Monza racconta qualcosa di diverso. Racconta la capacità di gestire una gara lunga e complessa. Un pilota può essere velocissimo in qualifica e poi faticare durante la gara. Può essere aggressivo nei sorpassi e consumare troppo presto gli pneumatici. Può avere un ottimo passo, ma commettere un errore quando la pressione aumenta. Antonelli, a Monza, ha messo insieme tutti questi elementi, perché Kimi non ha semplicemente vinto.
Ha rimontato dal fondo.
Ha recuperato 18 posizioni.
Ha sorpassato 26 volte.
Ha aspettato quando era necessario aspettare.
Ha sfruttato le occasioni offerte dalla strategia.
Ha battuto il proprio compagno di squadra.
Ha conquistato il pubblico di casa.
Ha interrotto un'attesa italiana lunga sessant'anni.
Ha rafforzato la propria leadership nel campionato.
E soprattutto non ha commesso l'errore più facile per un pilota che parte dal fondo: avere troppa fretta.
Il dato più impressionante, però, non è nemmeno la posizione di partenza o il numero di sorpassi. È la sensazione lasciata dopo la bandiera a scacchi. La sensazione che qualcosa sia cambiato. Antonelli non è più soltanto il giovane italiano di cui si parla bene, è diventato un pilota che gli altri devono battere. Un pilota a cui tenere testa.  E questa è forse la vera consacrazione.
 
 
Una gara che cambia la percezione di Antonelli
 
Prima di Monza, Antonelli era già considerato uno dei talenti più interessanti della Formula 1.
Dopo Monza, la percezione è cambiata.
La differenza è enorme. Un conto è essere considerato un possibile campione del futuro. Un altro è dimostrare di poter vincere una gara di questo livello partendo diciannovesimo, davanti al proprio pubblico, superando il compagno di squadra che è anche il principale rivale nel Mondiale.
La vittoria italiana ha avuto un effetto anche sulla reputazione internazionale di Antonelli. I giornali stranieri hanno celebrato la sua prestazione, definendola una delle grandi imprese recenti della Formula 1, e non è difficile capire il perché.
 
Le vittorie dalla parte bassa della griglia sono rarissime nella storia della Formula 1, e di conseguenza si inizia a lanciare uno sguardo al passato. Bisogna infatti sottolineare come ogni volta che un giovane pilota realizza qualcosa di straordinario, inevitabilmente ne conseguono anche i paragoni. Antonelli è già stato accostato a grandi nomi della storia della Formula 1, ma sarebbe un errore far pesare sul giovane italiano dei paragoni prematuri. La sua storia deve ancora essere scritta, ma quello che possiamo dire oggi è che la traiettoria presa dal bolognese è impressionante.
Antonelli ha dimostrato di poter vincere.
Ha dimostrato di poter gestire la pressione.
Ha dimostrato di poter rimontare.
Ha dimostrato di poter battere il compagno di squadra.
E soprattutto ha dimostrato di poter trasformare una situazione apparentemente compromessa in una vittoria.
Queste caratteristiche sono fondamentali per chi vuole conquistare un campionato del mondo di Formula 1.
 

Il pubblico italiano e le lacrime sul podio
 
Per Antonelli, così come per i tifosi, il momento più emozionante è stato senza ombra di dubbio il podio.
Antonelli ha celebrato la vittoria davanti al pubblico italiano sventolando il tricolore che mancava da sessant’anni. Le immagini del giovane pilota visibilmente emozionato hanno raccontato meglio di qualsiasi statistica cosa significasse quel momento. 
Dopo una gara del genere, mantenere il distacco emotivo sarebbe stato impossibile, e il pubblico di Monza non ha per niente deluso le aspettative.  Ogni sorpasso aveva alimentato la speranza. Ogni posizione recuperata aveva aumentato il rumore sugli spalti.
Quando Antonelli ha tagliato il traguardo, quella speranza è diventata realtà. Il ragazzo di Bologna che sognava la Formula 1 si trovava sul gradino più alto del podio di Monza. E davanti a lui c'era un mare di tifosi italiani.
 
 
La vittoria che può decidere un Mondiale
 
Dal punto di vista del campionato, il successo non poteva arrivare in un momento più importante. Antonelli ha conquistato la sua settima vittoria della stagione e ha portato il vantaggio su Russell a ben 66 punti. È senza dubbio un margine significativo, ma non ancora definitivo, poiché come la Formula 1 insegna, tutto può cambiare rapidamente.
Un ritiro, un problema tecnico, una penalità o una gara negativa possono modificare la classifica in maniera radicale. Lo stesso Antonelli, dopo il successo, ha mantenuto un atteggiamento prudente ricordando che la stagione è ancora lunga e che bisogna affrontare una gara alla volta, giro dopo giro. Ed è probabilmente questo l'atteggiamento corretto, perché il Mondiale non si vince a Monza, ma alcuni Gran Premi possono sicuramente cambiare completamente la percezione della stagione.
E Monza 2026 è sicuramente uno di questi.
 

Da Monza a un possibile titolo mondiale
 
Ora la domanda inevitabile è: Antonelli può diventare campione del mondo?
 
La risposta, naturalmente, è che è ancora presto per festeggiare, ma la situazione è estremamente interessante.
A vent'anni, il pilota Mercedes si trova in testa al campionato e ha già dimostrato di saper gestire situazioni che metterebbero sotto pressione anche piloti molto più esperti. Il vantaggio su Russell è ampio e Mercedes dispone di una monoposto competitiva.
Antonelli, inoltre, sembra essere entrato in una fase di crescita rapidissima e si trova sulla buona strada per diventare il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, battendo in quel caso il record di Sebastian Vettel.
Ovviamente il campionato richiede una certa continuità e la vera sfida, dopo l'euforia di Monza, sarà quindi mantenere lo stesso livello di concentrazione nelle gare a venire.
Vincere una gara straordinaria è difficile.
Vincere un Mondiale è un'altra cosa.
 
 
Il futuro passa da qui
 
La Formula 1 non concede tempo per godersi troppo a lungo una vittoria. Dopo Monza arriveranno altre piste, altre strategie, altre battaglie e altre occasioni, e Antonelli dovrà dimostrare di saper gestire la pressione di essere il leader del campionato.
Perché Russell continuerà a inseguire.
Verstappen e gli altri protagonisti proveranno a inserirsi nella lotta.
E Mercedes dovrà continuare a mantenere un livello di competitività sufficiente per sostenere la corsa al titolo da parte di entrambi i piloti. Qualunque cosa accada da qui alla fine della stagione, una cosa è però certa. Il 6 settembre 2026 Kimi Antonelli ha scritto il proprio nome nella storia del Gran Premio d'Italia.
È partito diciannovesimo.
Ha visto davanti a sé un'intera griglia di avversari.
Ha trasformato una penalizzazione in motivazione.
Ha rimontato.
Ha sorpassato.
Ha resistito.
E alla fine ha visto la bandiera a scacchi davanti a tutti.
Dopo sessant'anni, un italiano è tornato a vincere a Monza, e a farlo è stato un ragazzo di vent'anni che sembra avere davanti a sé un futuro enorme. È stata la nascita di un nuovo capitolo della storia italiana in Formula 1.
Un capitolo cominciato con una rimonta quasi impossibile e concluso con il tricolore sulle spalle.
E se il Mondiale 2026 dovesse davvero finire nelle sue mani, tutti ricorderanno dove Antonelli ha dato il primo strappo alla classifica: proprio nel cuore della Brianza, davanti a un pubblico italiano che aspettava quel momento da sessant'anni.
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